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"Cocoon"

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Sinossi cortometraggio

Cocoon è la mia prima video-performance realizzata nell’ambito del corso di Pratica dell’arte collaborativa – Programma di Fine Art nel 2015. Lavorare in uno studio legale mentre studiavo Fine Arts, mi ha fatto comprendere quanto la vita quotidiana sia regolata da stress e imposizioni culturali di identità che si intromettono nelle nostre vite. In questo video, che contemporaneamente dirigo e agisco, mi sono concessa di esprimere come percepisco l’impatto dello stress sulla mia psiche. In  Cocoon il personaggio – me stessa si ritrova in quattro diversi ambienti: un giardino, una chiesa, un ufficio e un supermarket, senza ulteriori spiegazioni su come vi si ritrova, come se questi luoghi fossero stati scaraventati nel mondo. Il giardino e la chiesa sono descritti come “luoghi dove l’anima si sente a casa”, in contrapposizione con l’ufficio e il supermercato dove il personaggio deve adottare un dress code. Il personaggio incarna una donna cipriota di mezza età, che lavora e la cui vita si svolge in questi ambienti. In tal senso, Cocoon funziona sia come il racconto dello stress di tutti i giorni, sia come le aspettative femminili (per lo meno quelle della vecchia generazione) nella società cipriota. In questi differenti ambienti, l’intento del personaggio è sempre quello di raggiungere il suo Cocoon. Esso stesso, un fragile organismo simbolo sia di espressione che di decadimento, diventa la casa metaforica, uno spazio protettivo, che alla fine del giorno diviene una necessità. E’ l’apparenza-possibilità del Cocoon che pone le fondamenta per la motivazione alla fuga auto-guidata del personaggio. Perciò il Cocoon si evolve in un simbolo di dissociazione – può ospitare le tensioni del personaggio senza rompersi. Il motivo delle tensioni del personaggio risiedono nei dialoghi acustici che non avvengono mai sullo schermo. Il personaggio reagisce agli improvvisi suoni elettronici e alle voci ossessionanti entrando nel Cocoon in modo calmo o frenetico. Poiché i suoni non corrispondono agli elementi visivi, si potrebbe trarre la conclusione che la fonte dei suoni sia il subconscio del personaggio – pensieri e ricordi.
  • Nome: Polymnia
  • Cognome: Tsinti
  • Anno e mese di realizzazione del cortometraggio: 05/2015
  • “CORTO IN ACCADEMIA” è un iniziativa di Accademia di Belle Arti di Macerata - Copyright © 2017
    Accademia Belle Arti - Macerata P.zza V.Veneto, 5 - T. 0733 405 150  (Lun.Mar. ore 9 - 14; Ven ore 14-17) - segreteria.cortoinaccademia@abamc.it

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